sabato 9 dicembre 2017

Non solo bottoni...

Ho poco tempo in questo periodo per il blog, è mi dispiace molto.
Ma le settimane prima di Natale sono piene come sempre. Piene di cene e pranzi pre-natalizi con amici. Piene di creare, confezionare e spesso anche spedire regali e regalini.
E i week end sono pieni di mercatini, mostre e fiere che frequento come visitatrice ma anche come espositrice.

Domani per esempio avrò un mio tavolo a Nibbiano e la domenica dopo a Trevozzo (entrambi qui vicino, in Val Tidone)


Un pochino più lontano, ma non tanto, è Varzi nel Oltrepò Pavese. Lì parteciperò sabato 16 dicembre come espositrice alla mostra/mercato L'Arte delle Mani nel bellissimo Castello Malaspina 


Cosa porterò? Naturalmente i miei vestiti e tessuti ecoprintati, sciarpe colorate con la tecnica giapponese dello shibori, creazioni in feltro, nunofeltro e pura lana e tanti tanti oggetti e oggettini fatti a mano con legni nostrani. E non sono solo bottoni...

SPILLE IN LEGNO DI ULIVO E MAGGIOCIONDOLO

COLLANE IN LEGNO E PERLE VINTAGE (di recupero)
Se siete nelle zona e avete voglia di fare un giro in collina (che anche in questa stagione è molto bello!) sarei felice di salutarvi di persona :-) Ciao!!!

lunedì 27 novembre 2017

Olive nere e "tapanade" a modo mio


Secondo "turno" di olive nere sotto sale (del 1° avevo già scritto un mese fa, per la precisione QUA).
I diversi "turni" dipendono dal fatto che noi abbiamo diverse varietà di olive nel nostro orto/frutteto, e ogni varietà ha i suoi tempi di maturazione, di raccolta, di conservazione...
Quelle della foto qui sopra sono state quasi un mese sotto sale grosso prima di perdere l'amaro, erano belle "toste" questa volta. Ma adesso sono molto buone. Ieri le ho lavate con acqua dolce, durante la notte si sono asciugate e stasera le metterò sotto vuoto (così durano un po' di più).

Quest'anno, per la prima volta, ho anche raccolto circa 2 chili di olive molto grosse di un alberello che da 10 anni non ha mai fruttificato...
Per loro ho usato una ricetta nuova (nuova per me):
Le ho incise su due facce opposte e messe in un recipiente a strati alterni di sale e olive (150 grammi di sale ogni chilo di olive) e le ho lasciate riposare per circa 15 giorni. E' uscita tantissima acqua di vegetazione (color marrone) e con lei anche l'amaro.
La ricetta originale (che avevo trovato in un vecchio libro da cucina) prevedeva semplicemente di lavarle poi in acqua dolce, di asciugarle e di farle appassire al forno ventilato a 50°.
Dopo - così diceva il libro - sono pronte per essere mangiate oppure di essere conservate in vasi di vetro. Ma... per dire la verità, secondo me erano troppo salate per mangiarle. Così ho deciso di fare la mia prima "tapanade", la crema di olive nere (snocciolando e frullando con un po' di olio e aglio)



Mi sono venuti tre vasetti e mezzo. Il "mezzo" lo stiamo già mangiando :-)


Per i tre vasetti pieni invece ho optato per la sterilizzazione a bagnomaria. E' vero che il sale è un' ottimo conservante, ma... non si sa mai!!

Chi conosce la cucina francese sa che nella vera "tapanade" provenzale non ci sono soltanto olive nere, sale e aglio, ma anche acciughe e capperi. Beh, questa volta l'ho fatta a modo mio. E vi assicuro: Anche questa mia "tapanade povera" è ottima sulle bruschette e le tartine e anche con i formaggi di sapore un po' forte.

domenica 19 novembre 2017

Shibori - tutto il ciclo

shibori con indaco fresco
A fine ottobre ho fatto un post sull'indaco e ho parlato anche di un workshop a cui ho partecipato: "Shibori con indaco fresco", organizzato dallo Shibori Lab a Milano. Il vecchio post si trova  qui
Quel workshop in realtà era solo il primo di un ciclo di 4 incontri, in cui il maestro giapponese Akifumi ha insegnato diverse tecniche shibori, con diversi colori naturali. Io ho "saltato" il terzo (ero in Francia quel giorno), quello con il caffè, ma metto la foto (presa "in prestito" dal sito di Shibori Lab) lo stesso. Così il ciclo è completo. 
shibori con vino rosso

shibori con caffè

shibori con indaco fermentato e secco
Erano degli incontri molto simpatici, abbiamo imparato molto e ci siamo divertite/i tutte/tutti. L'anno prossimo ci saranno nuovi workshop, ed io sicuramente mancherò il meno possibile :-)

giovedì 16 novembre 2017

Scaldiamo... il collo!


Ci siamo, i primi freddi sono arrivati e con loro anche i primi mal di gola (almeno per me). E come tutti gli anni in questa stagione faccio degli scalda-colli. Questa volta non all'uncinetto e neanche a maglia, ma in nunofeltro (la mia nuova passione).
Nella foto qui sopra ne vedete uno completamente bianco. Ma lo era così per poco, prima del "trattamento ecoprint" con foglie di eucalipto e casuarina. Dopo ha cambiato faccia:


Poi c'è anche un suo fratello, a cui ho aggiunto qualche filino di viscosa in un tenero turchese:

In seguito metto le foto di tutti gli scalda-colli in nunofeltro che ho prodotto in queste ultime settimane. Sono diversi per forma, per colore, per stile












Molti di questi scalda-colli non ci sono più, hanno cambiato proprietario/a. Ma mi piace "tenere traccia" di loro qui nel blog, per non dimenticare... ^____^

domenica 29 ottobre 2017

E poi c'è anche l'indaco!


Mi mancava anche questo: la tintura con l'indaco! Sono un po' troppo eclettica con la mie "passioni", lo so. Ma ogni tanto devo cambiare, se no mi annoio. E l'indaco è proprio bello, divertente e tutto sommato anche rilassante.

Qualche settimana fa ho passato un piacevolissimo pomeriggio a casa di due amiche a tingere un po' di stoffe e magliette...





Abbiamo usato un "kit" di indaco che si trova in commercio e per ottenere i disegno la tecnica giapponese dello shibori (tye and dye - stringere e tingere).

Ieri invece sono andata a Milano per partecipare ad un workshop organizzato dallo "Shibori LAB" del maestro giapponese Akifumi Takeshita. Invece del indaco secco (come sopra) abbiamo usato foglie fresche. Il risultato è diverso, meno carico di colore, molto più delicato e soprattutto: al 100 percento naturale e senza chimica!

Ecco alcune delle foto prese dalla pagina Facebook dello "Shibori LAB - tintura giapponese":







Io avevo anche portato un mio scalda collo in nunofeltro, completamente bianco (sia la lana sia la seta). E il maestro Akifumi era così gentile a farmi tingere anche questo pezzo, praticamente come "fuori programma" per vedere come si comporta il nunofeltro con l'indaco fresco. Beh, del risultato non mi posso lamentare direi :-)



martedì 24 ottobre 2017

Olive 2017 - questa volta senza la mosca


Dopo il disastro che ha provocato l'anno scorso la mosca olearia qui da noi (neanche 1 oliva si era salvata) quest'anno è andata decisamente meglio. Non sono tantissime le olive, ma sono sanissime e così le facciamo maturare e diventare nere.
Non facciamo l'olio (non c'è un frantoio nel Piacentino, purtroppo), ma le mettiamo via da mangiare.

La prima raccolta di olive (ce ne saranno altre 2 penso) l'ho fatta circa 3 settimane fa...


... e messa sotto sale grosso


Oggi le ho assaggiate, hanno perso l'amaro e sono pronte per essere conservate


Se vi interessa la procedura: ne ho parlato 2 anni fa in questo post

venerdì 20 ottobre 2017

Nunofeltro a gogò...


Dopo il workshop con Natali Shvets a fine settembre in Umbria (dove abbiamo fatto una giacca ) mi ha presa in pieno il "Virus NunoFeltro". E prima che arrivi il grande freddo ho deciso di fare ancora un po' di pratica.

Cosa c'entra il nunofeltro con il freddo? Molto, almeno per me!! Perché avendo la casa molto piccola sono obbligata a lavorarlo in un portico non riscaldato. E visto che per il nunofeltro (come per il feltro "normale") dobbiamo mettere le mani per ore in acqua+sapone.... la temperatura dell'ambiente è un fattore importante :-)

Ecco quello che ho combinato in queste ultime settimane:















Per qualche giorno avevo anche un'assistente molto motivata! E allora il lavoro si faceva quasi da solo... ^_______^